ANDARE O RESTARE? IL NUOVO MONDO DEL LAVORO

HR, davvero vuoi perdere il tuo miglior talento?

Con il 2026 siamo ufficialmente entrati in una nuova era del mercato del lavoro, se il 2024 e il 2025 sono stati gli anni post pandemia e dell’entusiasmo (a volte confuso) per l’intelligenza artificiale, il nuovo anno si delinea come quello del cambiamento, effettivo e concreto.

Secondo i dati della recente Salary Guide di Hays Italia, il punto di principale interesse per i nuovi lavoratori (o di chi decide di cambiare) non è più la RAL (Retribuzione Annua Lorda), o meglio, non solo.

Il problema della retribuzione

La RAL media in Italia si attesta a 56.360 euro, tuttavia, a fronte di un mercato che richiede competenze sempre più rare, la crescita salariale media è ferma all’1%.

Il risultato? circa il 40% dei professionisti dichiara di essere pronto a cambiare azienda nel corso dell’anno. 

Se l’azienda non adegua il compenso internamente, il lavoratore andrà a cercarsi l’aumento altrove e questo è un danno enorme per l’azienda, che raddoppierà i costi a causa del turnover.

Andare o restare? Cosa determina la scelta oggi

I numeri parlano chiaro, la partita vera si gioca sui benefit (51%), sulla crescita professionale (42%) e su un clima aziendale (35%) che non sia tossico.

E, se vuoi che il tuo miglior dipendente resti con te, dovrai offrire prospettive di carriera (44%) e una cultura che prevenga il burnout (32%), altrimenti aspettati di firmare la lettera di dimissioni.                       

Andare o restare? 

Ricorda: la retention non è fortuna, è strategia.

Flessibilità e smart working: non consideriamoli benefit

In molti lo vedono ancora come un benefit fine a sé stesso, ma nel 2026, lo Smart Working è la tecnologia assistiva più potente che abbiamo.    Per un lavoratore con disabilità o per una persona che vive a 100km dall’ufficio, non è una comodità, ma è ciò che rende possibile la prestazione lavorativa al 100%.

Ecco perché i dati ci dicono che è un driver competitivo per il 33% dei candidati:

  • Meno ore nel traffico = più energia per gli obiettivi.
  • Permette di gestire spazi e tempi in modo personalizzato abbattendo barriere architettoniche e sensoriali.

Dunque, occhio a non sottovalutare i parametri ESG, ah… e per la S di social ci siamo anche noi! (:

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